Il cancro come spinta evolutiva
Al di là degli aspetti multifattoriali di cause fisiche, il cancro si sviluppa in persone che si criticano molto e che non riescono più a gestire situazioni emotive molto intense, protratte nel tempo. Queste emozioni sono innescate da credenze limitanti, talvolta distruttive, sulla propria persona.
Ci possono essere dei traumi non risolti che insidiosamente hanno contribuito a creare sensi di colpa, paure profonde, senso di impotenza, rassegnazione, blocchi emotivi. Spesso covano dei risentimenti profondi, talvolta odio verso persone che ci hanno ferito e che non riusciamo a perdonare. Si vive più nel passato che nel presente, prigionieri di rimugini e rimpianti, senza proiettarsi verso il futuro perché potrebbe essere una ripetizione del passato. Al di là delle cure fisiche che si sceglierà di fare, per richiamare la guarigione, bisogna intraprendere un lavoro di destrutturazione mentale, lasciare andare ruoli e personaggi che non abbiamo scelto consciamente di interpretare per immettere le informazioni che ci riportino alla nostra vera natura.
Significa imparare a vedersi, accettarsi, amarsi e perdonarsi. Cooperare consciamente a questo processo significa intraprendere la strada verso la Verità del nostro essere, verso l’interezza e diventare “colui o colei cui nulla manca”.
