Solve et coagula
La parola Alchimia evoca ricerca solitaria e segreta, pietra filosofale, elisir di lunga vita, alambicchi dove si distillano essenze misteriose, crogioli dove i metalli fondono cambiando proprietà. I termini stessi alchemici hanno un’eco favolosa: araba fenice, tavola di smeraldo, opera al rosso, corvo nero, Rebis, athanor… Le sue radici attingono agli antichi misteri orfici, alla letteratura ermetica, alla magia egizia, alla mistica gnostica.
L’aspirazione dell’Alchimista era di penetrare la quintessenza della Natura, ricavare dalla materia primigenia la pietra filosofale, capace di trasmutare i metalli comuni in oro e argento (Sole e Luna) e di guarire il corpo umano, portandolo alla longevità. Era un percorso sapienziale e coscienziale di purificazione della materia (solve), per portare le sue frequenze a uno stato più elevato e sottile e ricomporsi (coagula).
Sin dalla sua lontana esistenza, all’alchimia dobbiamo sia la preparazione di grandi rimedi vibrazionali sia i principi trasformativi alla base della moderna psicoterapia. Le lunghe ricerche ed esperimenti degli alchimisti rappresentavano simbolicamente la trasformazione dell’individuo attraverso un continuo lavoro di purificazione dei metalli vili, ovvero delle sovrastrutture mentali, dei condizionamenti e delle illusioni per trovare l’oro nascosto dentro di sé e di cui non è consapevole.
Lo psicoanalista Carl Gustav Jung analizzò la natura psichica dell’Alchimia e utilizzò i suoi simboli e archetipi per spiegare alcuni processi psicologici di trasformazione dell’individuo. Questi processi corrispondono ad alcune tappe di purificazione (solve) come l’abbandono delle maschere sociali, l’incontro con l’ombra, l’unione tra gli opposti della nostra personalità, la conoscenza delle nostre parti femminile e maschile e la via dei sogni. Il risultato di questa purificazione porta all’evoluzione, alla realizzazione del Sé, all’integrazione di tutte le nostre parti (coagula).
Il principio Solve et Coagula non è più prerogativa di alcuni ricercatori solitari. È l’invito a sciogliere ciò che non è funzionale nella nostra vita e a unire ciò che ci serve per esprimere il nostro potenziale.
