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Dietro le quinte del sogno

Il sistema simpatico, associato a “lotta o fuga”, e i sogni hanno una relazione complessa e antagonista: mentre il parasimpatico domina nel sonno non-REM, nel sonno REM (la fase dei sogni vividi), il sistema simpatico mostra oscillazioni tra inattività e scariche intermittenti, generando così il film onirico. Nonostante la paralisi muscolare e la disattivazione della corteccia prefrontale che limita il controllo razionale, le immagini sono vivide e reali, i sogni raccontano storie con dei personaggi, vi è una trama e si sperimentano vere e proprie esperienze emotive e motorie.  Per quanto ci sia una riduzione del controllo volontario del pensiero e dell’azione, si viene trasportati dagli eventi onirici, senza possibilità di scelta e si riduce notevolmente la componente di auto monitoraggio dei propri comportamenti. Ciò è dovuto sia alla disattivazione di aree cerebrali, come la corteccia cingolata posteriore, la corteccia orbito frontale, la corteccia parietale inferiore e quella prefrontale dorso laterale, sia all’iperattivazione delle strutture limbiche.

Nel sogno lucido invece, si verifica una maggiore attivazione neurale che combina veglia e sonno. Questa attivazione neurologica permette al sognatore di essere consapevole e di agire nel sogno, superando la normale inibizione motoria del sonno più profondo. In sintesi, il sogno lucido non è una normale attivazione simpatica, ma una complessa sovrapposizione di attività neurologiche che riattivano funzioni della veglia (come la corteccia prefrontale) all’interno del sonno REM, creando l’esperienza unica di essere consapevoli di sognare e di poter controllare il sogno.

Per quanto riguarda l’attività cerebrale e le aree cerebrali coinvolte nel processo dei sogni lucidi c’è ancora tanto da indagare. Negli anni infatti sono stati condotti pochi studi sulla registrazione EEG ed MRI, ottenendo inoltre risultati contrastanti tra loro. La difficoltà nasce essenzialmente dai costi elevati e da ostacoli tecnici: innanzi tutto risulta complesso riuscire a far addormentare i soggetti sperimentali nello scanner, far sì che entrino in fase REM e che sperimentino un sogno lucido; infine, anche se riuscissero ad avere un sogno lucido, questo durerebbe davvero poco, dai trenta secondi ai due minuti. Per ora, uno studio condotto da Dresler (Dresler et al., 2012) ha dimostrato che le aree prefrontali (responsabili del pensiero critico, autodiretto e della metacognizione) ricoprono un ruolo importante nella generazione dei sogni lucidi.

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Per maggiori info vedi l’evento al seguente link
seminario esperienziale La Misteriosa Saggezza dei sogni | link