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O.B.E o N.D.E ?

L’esperienza extracorporea (O.B.E., Out of Body Experience) è ben nota in numerose civiltà e culture del passato. Si verifica spontaneamente ogni notte durante il sonno REM e quello profondo, ma può accadere anche nella fase ipnagogica, uno stato di rilassamento tra veglia e dormiveglia. In queste condizioni, mentre il corpo fisico si irrigidisce, una forma energetica sembra liberarsi, dando inizio a un’esperienza in un luogo “altro”. Tra le manifestazioni tipiche vi sono la sensazione di volare, compiere salti straordinari, osservare il proprio corpo addormentato, vedere tutto dall’alto, attraversare muri e soffitti, e percepire che il pensiero guida l’esperienza.

A volte, le O.B.E. si verificano in situazioni estreme come traumi gravi, interventi chirurgici o nei momenti vicini alla morte. In questi casi, si parla di N.D.E. (Near Death Experience), fenomeno che presenta caratteristiche specifiche differenti dalle O.B.E. tradizionali. Persone clinicamente decedute hanno raccontato di aver lasciato il corpo fisico intraprendendo un viaggio nell’aldilà, dove avrebbero incontrato una Luce, simbolo di amore incondizionato, altri defunti o Maestri spirituali.

Queste esperienze, sia O.B.E. che N.D.E., da secoli affascinano e stimolano le ricerche di studiosi provenienti da varie discipline. Secondo le indagini di Charles Tart pubblicate sul Journal of Transpersonal Psychology, molti individui riferiscono di aver vissuto O.B.E. durante il sonno REM, descrivendo sensazioni di fluttuazione e visione del proprio corpo dall’alto o di attraversamento di strutture solide. Il Monroe Institute ha inoltre raccolto numerose testimonianze, sia relative alle OBE oniriche che agli NDE, nelle quali i soggetti affermano di aver viaggiato verso una “luce”, altre dimensioni o di aver incontrato esseri spirituali. Rilevanti sono stati anche gli studi condotti dal Dr Raymond Moody sin dagli anni ’70.

I fenomeni OBE e NDE vengono interpretati come eventi “quantistici” poiché non-locali: non si limitano cioè alla dimensione corporea né sono vincolati dalle leggi dello spazio-tempo. Sembrano persino suggerire il passaggio della materia da uno stato all’altro, aprendo prospettive sulla nostra multidimensionalità. La teoria di Stuart Hameroff e Roger Penrose, esposta su Physics of Consciousness, propone che la coscienza abbia una base quantistica, consentendo esperienze che oltrepassano il corpo fisico. Frequentemente queste esperienze favoriscono una visione della morte come un semplice passaggio, trasformando profondamente la percezione della vita e portando chi le vive ad una maggiore apertura verso l’infinito e il trascendente.

Le ricerche e le testimonianze raccolte da questi e molti altri studiosi suggeriscono che la coscienza umana possa essere parte di una realtà molto più vasta, ancora largamente inesplorata.