Il linguaggio simbolico dei sogni
Nei sogni, tutti i personaggi, luoghi, animali, oggetti, gesti e parole, ogni elemento ha valenza simbolica ed esprime qualcosa che va oltre il ragionamento logico. Il linguaggio onirico è un linguaggio potente e poetico che narra una storia in filigrana rispetto a quella che viviamo nella veglia. La sua decodifica richiede l’uso di “sensi” sottili, la visione analogica, una chiave interpretativa altra rispetto a quella meramente psicologica. Prima ancora della dominanza del pensiero razionale e dell’uso strutturato del linguaggio – funzioni specifiche dell’emisfero sinistro – l’uomo arcaico si esprimeva naturalmente con immagini, segni, simboli, il linguaggio peculiare dell’emisfero destro. Nel suo affascinante saggio il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza, lo psicologo Julian Jaynes definisce l’emisfero destro «abitato dalla voce degli dèi, sede di un tempo unico fra l’individuo e il suo dio». La nostra mente a quelle voci e presenze continua a riferirsi, anche se non sa più come nominarle e ascoltarle.
Questo linguaggio simbolico, ancora vivo nei bambini, nei poeti, negli innamorati, e nei nostri sogni, ci ricollega a memorie ancestrali. Per questo motivo, allenarci a decifrare il linguaggio onirico consolida il nostro legame con i mondi mitici e con la dimensione dello spirito, ci permette di viaggiare nell’aldilà pur restando nell’aldiquà del nostro corpo.
