Ricordare i sogni
Durante i miei seminari, molti partecipanti dichiarano di non ricordare i loro sogni, addirittura pensano di non sognare
affatto. Il tipo di vita che facciamo in Occidente è molto incentrato sull’esterno, sul fare e sulla razionalizzazione. C’è poco spazio per la vita interiore, la contemplazione, il non-fare. Il ritmo frenetico del lavoro, della vita familiare, delle vacanze, gli sforzi dedicati a mantenere l’immagine e lo status sociale assorbono molta attenzione ed energie. Il sonno diventa solo una fase di riposo fisiologicamente necessario per ricominciare il giorno successivo a fare le stesse cose. Viviamo “in automatico”. Persino un’alimentazione disordinata, l’assunzione di farmaci e droghe, di alcool influenzano la nostra memoria, la nostra capacità di ascoltarci e di entrare all’interno di noi stessi. Il lavoro sui sogni diventa un mezzo formidabile e alla portata di tutti, in quanto tutti sogniamo e non comporta dispendio di denaro o di energia; richiede solo un po’ di tempo per “allenarci” a rivolgere la nostra attenzione all’interno
di noi stessi alla ricerca della nostra essenza più profonda. Ecco alcuni accorgimenti che vi permetteranno di ricordare i sogni. Ad esmpio ripetersi nella fase dell’addormentamento questa frase: “Ricorderò il mio sogno quando mi sveglierò”, accompagnandola con il forte desiderio di ricordare i sogni. I popoli del sogno che ho conosciuto mi hanno regalato le “pietre per sognare”: un cristallo di lodolite e un’opale da mettere sotto il cuscino (oppure come ciondolo). Queste pietre favoriscono i sogni e il contatto con altre dimensioni. Imparare a svegliarvi nel corso della notte. Le ricerche hanno dimostrato che svegliarsi sopo una fase REM del sonno, è più facile ricordare il sogno. La mattina, è buona prassi rimanere a letto qualche minuto in più. Il problema è che molte persone scattano dal letto per andare in bagno, per fare colazione o per svegliare i bambini. Si innesta così il pilota automatico e il ricordo dei sogni svanisce completamente. Ritrovando la posizione nella quale ci siamo svegliati, rimaniamo con gli occhi chiusi e cerchiamo di recuperare il sogno o anche una sola immagine di esso. I 15 minuti che precedono il sonno influenzano enormemente le esperienze oniriche. Leggere qualcosa sui sogni prima di dormire, oppure lasciare in evidenza sul comodino un libro sui sogni, funge da ancoraggio visivo efficace. La pratica che rimane la più efficace a lungo termine, è tenere un diario dei sogni. Mettete carta e penna vicino al letto; eventualmente, usate una lampadina tascabile per non disturbare il vostro partner se vi svegliate nel cuore della notte con un sogno
da annotare. Sconsiglio la registrazione del sogno sul cellulare. Spesso la voce registrata è incomprensibile, e questo sistema non permette di ritornare sui passaggi salienti del sogno e di soffermarsi su alcuni dettagli. La scrittura del sogno coinvolge alcune aree del cervello e della memoria, dieventa già una forma di elaborazione del sogno.
Se vuoi saperne di più su come ricordare, interrogare e interpretare i tuoi sogni, partecipa al seminario esperienziale che si terrà a Roma il 7-8 febbraio 2026, presso il Seraphicum. Per informazioni e iscrizioni, scrivi a: centroviriditas@gmail.com
